Angelo Dragone, Le mostre d’arte a Torino: dal Trecento al revival, in “La Stampa”, 17 dicembre 1978

“(…) Fissore espone per la prima volta a Torino nelle sale di “Documenta” (Palazzo Villanis via S. Maria 2) dando la misura delle notevoli doti di fantasia e di “mestiere” che ne fanno un artista già maturo. Di particolare interesse è il modo col quale il Fissore usa insieme pittura e fotografia, integrandone i procedimenti alla luce d’una “tensione conoscitiva”, come la chiama Giorgio Seveso, nell’introduzione del catalogo, che costituisce l’intenzionalità poetica dei suoi quadri. L’apporto fotografico sta il più delle volte nell’immagine dell’ambiente nel quale si colloca poi la figura, evitando il semplice effetto d’un trompe l’oeil, per raggiungere invece nella finzione più squisita il senso di una autentica “ri-elaborazione” del vero che assume ogni volta il valore testimoniale più proprio dell’opera d’arte”.

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